Nero Come

Nero Come

venerdì 25 settembre 2015

tana Liberatutti


Agite, fate qualcosa prima che la faccia io e scateni l'inferno. 
Guai a chi non gioca a tanaLiberatutti! Grossi guai.. 

Così disse il mio amico Manolesta.... veloce di parola un pò meno di pensiero parecchio fuori di testa! Ma giocare a tanaLiberatutti non è mai stato facile. Troppi personaggi Sinistri e in tanti attaccati alle poppe de donna. Soprattutto Push-up, l'associazione capeggiata dall'ubriacone chiamato Salsiccio argentino sempre alticcio! 

Ma adesso ho sonno... i tranquillanti che mi somministrano al CIM cominciano a fare effetto. Dormirò e sognerò di una spiaggia chiamata Castell-Beach, di giovani che volevano giocare a tanaLiberaTutti e di un mio coinquilino del CIM che prometteva di scatenare l'inferno !!!! Daje Manolesta... fu l'ultima cosa che riuscii a pensare.... raccontace de 'st'inferno o taci per sempre !!!!

giovedì 17 settembre 2015

Su!Sburra

Il disegnatore ha chiamato alle nove.
Per me, l'alba ! Ma la copertina è fantastica ed è stata come una pioggia dorata ...
Su!sburra è... una pioggia dorata ! 
E già i politichelli del municipio commissariato si chiedono a chi toccherà la prossima volta.
Oggi girerò per Ostia. Quella che mi appartiene e a cui appartengo. Niente lavoro. Solo amici.
E se avete segnalazioni, gossip, notizie di edicole e incendi finti, buche mai coperte, prostitute un tanto ad articolo, alberi mal tagliati ...beh, chiamate.... perchè io - Nero Come - non tarderò a far sentire la mia voce!!!

mercoledì 16 settembre 2015

Con le mani sui coglioni - La storia vera di Penna Nera - Ultima

Puntata nove – la Fine (con sollievo) - Penna nera continuava a raccontare e io – Nero Come - uomo di lotta e di bandiera (sempre biancoazzurra) faticavo a capire i suoi metodi. Per me è sempre stato difficile capire certi giochi. La palla o è entrata e allora è gol o non è entrata e allora si gioca. Che centrava apparire pelle e ossa davanti a un giornalista? E farlo fuggire per lo spettacolo improvviso e osceno di un corpo in decadimento? Avrebbe potuto creare nell’inconsapevole giornalista uno shock anafilattico un’idea di suicidio un tentativo di ingollare sedativi il rifiuto perenne della gnocca il ricorso alla via omosex dopo lo shock di un sì tanto schifo improvviso. Avrebbe potuto intraprendere la via francigena per arrivare a piedi all’ex Pò o cominciare a raccontare film osceni di una notte finita tra le lenzuola di una dattilografa pelle e ossa che ammaliava incauti uomini o avrebbe potuto attenderla per altri trent’anni come l’omerico attese la sua Troia … Mah!!! … a certi orrori bisogna essere pronti… e fu una fortuna che l’uomo fuggì senza sfiorarla…!!!
Lei comunque riprese e mi raccontò che si presentò nell’ufficio dell’asino divenuto Presidente e cominciò a incensarlo… “Scriverò di te e dirò che sei il migliore mai visto l’unico che lavora che combatte la mafia che pensa al bene di Ostia e dei suoi cittadini”. L’asino emozionato come mai prima affermò che era tutto vero e che un paio di idioti lo molestavano. “Li distruggerò io” - tuonò la dattilografa. “Devi però darmi le intercettazioni perché lì troverò i nomi giusti”. “Detto e fatto. L’asino abboccò e per festeggiare l’alleanza si recò in spiaggia dove in pompa magna liberò un piccione davanti al popolo Pdiota festante. Il piccione fu afferrato al volo da un gabbiano masticato e digerito e cagato in un batter baleno. Di questo il giornale dei ciechi Ripubblica non fece menzione. Da quel momento il bene del Partito Democristiano e di Ostia trionfò. “Ma tu lo sapevi che era un malandrino? “ – le chiesi. “Certo che lo sapevo” – mi rispose candida come una vergine – “ma mica potevo dirlo al mondo intero… era del Pdioti quelli che presto mi avrebbero portato alla camera”. Da letto – pensai ma non lo dissi e invece esclamai: “Ah beh … giustamente … gli obbiettivi, l’ingoio, etc…” “Certo certo” - e continuò raccontandomi che il gioco funzionò fino al giorno in cui all’asino Presidente furono messi i braccialetti elettronici per un telefonata a un certo Salvatò. “E come hai fatto per gli psicolabili del web che ti sbavano dietro?” “Mi affrettai a commentare che sapevo tutto che avevo previsto tutto che ogni cosa la avrei raccontata e con una semplice capriola e salto mortale affermai che faceva parte del piano. Così cambiai banderuola passando a una più allegra e mi accostai alla assessora moglie di un politico del Comune di Roma”. “Ah bene e cosa successe?” “Anche il suo nome comparve nelle intercettazioni mentre il marito andò in galera senza passare dal via”. “Azz …che sfiga !” “Allora cambiai di nuovo e cercai il titolare del Core Pazzo un locale autorizzato – dissero – a distribuire alcolici persino ai minori. E in seguito, dopo una festicciola con tutti gli alti papaveri del territorio il locale fu chiuso per ferie ad oltranza e il politichello provò a darsi fuoco… e ancora va in giro a maledire quel giorno”. Cominciai ad impressionarmi per le sciagure che seguivano i suoi spostamenti … nemmeno la Lazio del 74 … “Ma io non mi arresi e ora sono molto molto vicina all’assessore ai trasporti”. “Ah … il nano carogna di sicuro perché ha il cuore vicino al buco …”. “Noooooo … è bellissimo…” affermò infine civettuola. “Ma come mai lo chiamano Sgocciolo?” “Ohhh …sembra che perda le gocce mentre parla” … Rimasi sbigottito per questa forma di gossip. Ma si sa.. le dattilografe vivono di questo ! “Lui sì che mi porterà alla Camera. E già vedo una bella nottata in sua compagnia… tanto la moglie è così scialba, grassoccia e poco attraente …dicono in giro che suo padre non l’ha riconosciuta quando è nata … e poi è in Piemonte. Mica se la porta dietro!!! Sarà una notte da ricordare considerata la sua altezza fisica morale e culturale … speriamo solo che la metro non lo travolga…” Fu in quel momento che ebbi l’idea di…. Ma lasciai correre e chiesi: “E Manganello Delturco che fine ha fatto?” “O poverino … gli va proprio male la vita … pare che lo vogliano pensionare per una storia di magrebini …dicono che è sempre in pista ad inseguire gli arabi che vogliono scendere prima dall’aereo…” Non capii cosa stesse dicendo ma a quel punto ogni remora e ogni dubbio erano scomparsi. Avevo collocato nel punto esatto quella sensazione di fastidio che provavo. Con gesto rapido mi infilai le mani sui coglioni e cominciai a raspare. Sì signori miei! Avete presente quel rumore allegro che fanno le unghie sui coglioni? Quel rumore che solo gli uomini con le palle conoscono? Quel rumore con il quale si cerca di allontanare ogni malaugurato pensiero di sfighe e sventure? Ecco quel rumore era tanto più forte quanto era la mia paura di questo essere che ora volteggiava sulla mia vita. Un presagio oscuro che aveva iniziato ad aleggiare sulla mia testa… Così il rumore delle unghie sui coglioni aumentò di intensità come un rumore di parmigiano che si sfalda sulla grattugia. Intenso e doloroso ma portatore di un sollievo che allontanava da me sempre più il pensiero di una Penna davvero nera ... come la sfiga. Un suono, un dolore e un sollievo mai ascoltato prima che mi scorticò le palle molto più della mia odiata ex moglie! Finalmente capivo di cosa si trattava. Questa era un uccello del malaugurio. Era un re Mida al contrario. Ovunque si era appoggiata aveva lasciato una scia di merda. Senza troppo dare nell’occhio mi alzai e le dissi che non ero in grado di scrivere una biografia. Troppo impegnativa aggiunsi mentre cercavo una via di fuga. Lei allungò la mano per toccarmi ma con balzo felino da porcellino la mollai nel suo scranno e ai suoi sogni corroborati da pompini aziendalistici verso i sempre goderecci falli rossosbiaditi del Partito Democristiano. Io non avrei permesso che il mio favoloso manganel cortese finisse ( o sarebbe finito ...Boh )in un antro sì puzzolente. Mi ritrovai in strada. Con le mani sui coglioni. Continuai a correre e raspare … raspare… raspare! Fu in quel momento - difficile per ogni uomo - quando il pensiero e la mano lottano per una guerra che gli antichi padri chiamavano pugna e che essendo composta da solo cinque contro uno è di par suo piccola diventando di logica conseguenza pugnetta che vidi il cappetano della Riomma alzare la coppa Italia. Avevamo perso il derby? Un’altro (onore al nano assessore) incubo? “Nooooooooo gridai. Noooooooooo… Allontanati da me porti sfiga! Non ti voglio vedere più ... nemmeno in manette. Nemmeno iiiiinnnn ....”
Fu in quel momento dicevo - che sentii le mani delicate di Fontana Candida la dolce infermiera del CIM che mi scuotevano “…Nero…Nero dai…hai preso le pasticche stasera?”. Mi svegliai di colpo mentre la Candida dolce e tenera come un machete che affetta un cocco si apprestava a mollarmi una cinquina in pieno viso. La guardai amorevole e sudato nonostante il freddo: "Stai sognando...- disse - hai avuto un'incubo (Onore a Sgocciolo !!! )" “Ne ho avuti due. Due incubi che si sovrappongono non è possibile” “La Lazio ha vinto la coppa scemo!” – disse lei. Era vero. La Lazio aveva vinto la coppa. “E la dattilografa tutta camera e marito? E' da ieri che mi perseguita…?” “Ma di chi parli… ieri era domenica e non sei voluto uscire dal centro”. “Che sollievo!" – esclamai. La dattilografa non era mai esistita. Era stato solo un brutto sogno. Niente di più. Un’incubo (bacio le mani Sgocciolo!!!) ma le mani sui coglioni le lasciai a lungo perché certi uccellacci a Ostia prima o poi te li trovi di fronte per davvero anche se adesso so che basterà girarsi dall’altra parte per riprendere il sonno dei giusti!

martedì 15 settembre 2015

Con le mani sui coglioni - La storia vera di Penna Nera - otto

Puntata otto - La bionda esperta di battute e di lingue riprese dopo aver addentato due patate fritte e mi raccontò che la settimana successiva Deloayal attempato giornalista del Menzognero si presentò a casa sua. Il marito quella sera giocava a calcetto e i piccoli cervi erano stati parcheggiati in Ciociaria dal nonno meccanico. L’incontro con non ebbe esito sperato. L’uomo presentatosi alle 21 in punto le parlò di incroci pericolosi in municipio e in comune. L’ombra lunga del ricatto dell’omossessualità che partiva dal Campidoglio e arrivava fino a Ostia la corruzione la presenza di Biancaneve nel teatro. Insomma Ostia appariva come Sodoma e Gomorra. Ma lei – continuò a raccontare - non era interessata agli scandali e al momento del dolce gli parlò delle intercettazioni. “Ne hai una copia ?” Niente. Deloayal non si sbilanciò. “Me ne fornisci una copia”. Macchè. Il sinistro giornalista assunse l'espressione tipica da trincea ... impassibile come il fantasma del Louvre misteriosa come Arsenio Lupin del Litorale beata come il gobbo de Notre Dame beota come l'assessore al caos venuto dal Piemonte. Deloayal negò di averne. Eccheccazzo - esclamò Penna Nera che decise allora che era giunto il momento di ricorrere alle sue profonde conoscenze culturali. Andò in camera e tornò vestita solo di babydoll. Nero. Di pizzo. Scosciato che metteva in risalto le ossa meglio di una radiografia al Grassi. “Azz che spettacolo” – sussurrai mentre sempre più urgente era il ricorso a Federica mano amica – “e poi?” – le chiesi. "Gli sorrisi di quel sorriso ambiguo e lo sguardo tagliente di chi annusa la preda". Lo sguardo che annusa???? Ma con quel naso ha bisogno dello sguardo ???? Mah.... valle a capire 'ste dattilografe!!!. "Deloayal si alzò e se ne andò inorridito non prima di aver affermato che le ossa gli facevano male. Solo nei giorni seguenti seppi che non amava mescolare lavoro e piacere ... carne e corna... e io rimasta in mutande gli urlai appena chiusa la porta: Stronzo frocio impotente ...e quella sera pubblicai per ripicca la foto del cerv…scusami…del mio marituccio adorato in tutto il suo splendore di giovane ignaro! Era una foto bellissima. lui al mare in costume e quelle protuberanza sulla testa che tutto il mondo vedeva ... Ma avevo subito uno smacco! Un uomo si era rifiutato di possedermi mi aveva schifata. Non aveva capito che ero disposta a tutto pur di afferrare ogni cosa al volo ! Così decisa a non perdere quella partita andai in questura e lo denunciai per non aver commesso il fatto !" Ma come sarebbe? "E tutti mi hanno dato ragione ... persino il procuratore ... persino alla commissione antimafia ... ho visto io ...io ...io ... sul tavolo del procuratore le denunce che ha quest'uomo e domani lo arresteranno... " "Ma come è possibile???" "Zitto ciccione!" - disse la futura donna da Camera e dattilografa dell'anno che poi riprese "Il primo tentativo di coinvolgere un’animale (sì signori miei con l’apostrofo … omaggio all’ignorantissimo tappo di sughero piemontese) della jungla dell’informazione era andato a vuoto. Rimaneva l’altra bestia. Quella sì che avrebbe abboccato.

lunedì 14 settembre 2015

Con le mani sui coglioni - La storia vera di Penna Nera - sette

Puntata 7 - Il celere celerino, il manganello mazzolatore, il virgulto pensionando dal passato epico impegnato nelle piste dell’aeroporto le spiegò che il suo nome girava a mille ma aveva bisogno di un altro caso. Doveva nuovamente inventare di essere al centro delle attenzioni mafiose. Essere colpita in pieno per mostrare al mondo che la mafia a Ostia non perdona. “Cosa ti è successo di grave da poter denunciare? “ “Niente. Niente di grave”. “Sforzati. Inventa”. “Non so… sono rimasta chiusa nei cessi di uno stabilimento per due ore e quando finalmente hanno aperto ho visto un pittore e un falegname che ridevano”. “Bene – disse il celerino - quando è successo ?” “Sei mesi fa….” “Perfetto … vai alla Polizia e denuncia che ti hanno sequestrato… Inventa che c’era un politico dell’opposizione…" “Uno del Pd …?” “No del Pd… quando mai il Pd ha fatto opposizione?” “Va bene …invento una storia e metto in mezzo uno dell’opposizione”. “Sì qualcuno di Fratelli…” “Ce l’ho…due fratelli… la polizia in quei giorni li colloca proprio lì all’Orsa Minchiona in quello stabilimento dove sono rimasta intrappolata”. “Bene. Disse Manganello Delturco. Comincia a scrivere che sei stata sequestrata e che uno dei falegnami era…” “Era un pittore…” “Va bene, cazzo, fai come ti pare basta che li denunci”. “E’ successo più di tre mesi fa ... ma tanto chi controlla le minchiate che scrivo... o no?”. “Ma il pittore davvero ti ha chiusa dentro?” “Ma noooooo … Manganello ma che dici? Era lì per una cabina. Ma se dobbiamo mettere a tacere l’opposizione questo è il caso che fa per noi. E se era innocente peggio per lui che si è fatto beccare. Eppoi, sono una donna con la scorta che combatte la mafia e sto dalla parte dei buoni e si sa come vivono quelle con la scorta e cosa sono costrette a mandare giù…” “A proposito… questa sera?” “No mio bel Manganello. Questa sera niente …” rispose la dattilografa. “E’ il turno di mio marito”. “Mi metti le corna con tuo marito? Comunque va bene. Una scopata matrimoniale ogni tanto ci vuole. Intanto l’opposizione l’abbiamo sistemata…” “Domani ti farò avere le intercettazioni. Ma sono top secret. Devi trovare qualche pollo che si espone al posto tuo”. “Ne conosco uno molto sensibile”. “Brava. Sai come muoverti in certe situazioni”.

domenica 13 settembre 2015

Con le mani sui coglioni - la storia vera di Penna Nera - sei

Puntata 6 - Dopo un racconto del genere, capirete, lettori cari, che ebbi bisogno del bagno. Spostai la mia mole e corsi via. Non solo gli uomini di un certo peso capiscono il sollievo che si prova nel pisciare con la vescica piena e la testa pure. Quando tornai sollevato - si fa per dire - la dattilografa senza labbra e senza scrupoli continuò il suo racconto affermando che il passo successivo era stato quello di dotarsi di megafoni nel web. Così si era circondata di amici dalla psiche facilmente gestibile. Annotò le menti più labili e inviò loro richieste di amicizia e di urgente aiuto per combattere la mala che agitava le sue notti. Inviò foto scioccanti di lei al mare in due pezzi simili a un trans. Colgo l’occasione per chiedere scusa ai trans per il paragone offensivo non del sottoscritto ma di chi l’ha realmente vista in due pezzi e cioè il mio amico di Brodo e Lettura. Quel giorno la transdattilografa appariva con il cervo al suo fianco e i cerbiatti che sguazzavano nell’acqua. Le foto in realtà erano un museo degli orrori e mi pentii di aver tradito la mia amata Lazio giacché a quell’ora vi era un programma in tv dal titolo Gol e Mignotte per ascoltare una storia di pompini che non avrebbe portato da nessuna parte anche se considerai alla fine in questa storia mancarono solo i gol…niente altro…ma andiamo avanti !!!! Tra gli amici spiccò un certo Pat Jei Matti che le inviava pizzini d’amore (anche se poi si scoprì che la bionda dattilografa era come al solito arrivata seconda essendo i pizzini stati già usati per una certa Janis portoghese di Montreal). Un mezzo tossico conosciuto ad Acilia come l’Orlando Dormiente che vendeva i suoi articoli sui trans della pineta che a suo dire conosceva uno per uno. E soprattutto la Zozzi, un simil scaldabagno che amava apparire nelle foto con le tette talmente sbrindellate da arrivare alle rotule giustificando il detto popolare “Me fai uscì il latte dai ginocchi” e che occhi a cuoricino le inviava messaggi d’amore incondizionati dimostrando una passione malcelata per le fanciulle avvezze ai tagli di braccia in tenera età come era stata Penna Nera al tempo della scuola. Lo zoo era completato da Leccidio, un vecchio meccanico di Gocar e dal marito che appariva e scompariva con il suo carico di ramificazioni viste dal mondo intero tranne che come sempre succede dal diretto interessato convinto delle virtù angeliche della moglie e delle sue capacità linguistiche e culturali senza fine. “Il resto degli amici Feisbucchini in realtà li ho acquistati” – affermò con candore. La mia interlocutrice non finiva di stupire … “Acquistati?” – chiesi meravigliato. “Sì certo. Con 330 euro si comprano 10.000 Like…e come pensi che ho fatto ad avere tutti questi amici? Pensi davvero che sono così famosa? Non vedi che scrivono sempre gli stessi… al massimo ci sono i fake”. “Anche i fake?” “Certo…un lungo elenco…ecco guarda bene…l’ultimo si chiama Corbelli… ma in realtà è una povera sfigata che passa il tempo a parlare di cacche pannolini e vomitini”. La mia amica dattilografa non finiva di sorprendermi. Sesso, Soldi e Carriera. Come non crederle????? Riprese il racconto e le sorprese non finirono lì…ordinai un’altra birra…presto sarei corso al bagno per pisciare di nuovo. Il resto me lo lasciavo quando avrei (o avessi? …boh …allo stadio non mi chiedono mai i tempi dei verbi… ma solo quanto manca alla fine del primo o del secondo) raggiunto le lenzuola…

sabato 12 settembre 2015

Con le mani sui coglioni - La storia vera di Penna Nera - cinque

Puntata 5 - "Era il coglione numero uno del municipio - mi disse Penna Nera - non è un caso se hanno sciolto solo questo municipio per mafia. L’onorevole Presidente del Municipio attenzionato Nonpisciodalginocchio era stato messo lì apposta...Coglione dall’inizio alla fine”. riprese il racconto... "Che vuole questo coglione" – esclamò Penna Nera che rispose al telefono investendo il malcapitato con una serie di insulti, mentre dimenava furiosamente il bacino. Manganello Delturco si rese conto di non poter aspettare ancora a lungo. Approfittò della telefona di affari e la sodomizzò entrando in lei con un'esasperante lentezza. Penna Nera ansimava e urlava… sì la scorta… la scorta… domani avrò la scorta e tu …tu…tu…. Io sìììììì Dattilografa dell’anno … no dell’ano coglione …dell’anno …. Sì… avrò la scorta … Sì che mi violentano … mi violentanoooooooooo. Le urla arrivarono fino al Pontile e narra la Storia che Brodo e Lettura fu chiuso per le urla sconce che furono attribuite all’ignaro gestore che siamo sicuri riceverà pagati dai cittadini fior di denari per il disturbo e per essere stato scambiato per un puttaniere cosa in realtà vera ma che nessuno ha ancora dimostrato!!!!! L’asincheraglia presidente incapace di volere e soprattutto di intendere dopo aver ascoltato parole tipo ano donna violenza pensò bene di chiedere aiuto e sollevato il telefono chiamò il suo mentore e padrino: “Salvatò c’ho un problema”. Era una frase che apriva mondi nuovi, terre sconosciute, di mezzo, di sopra e di sotto… un baratro insomma. “E’ una vacca?” – si sentì chiedere. “Sì…sì… e delle migliori !” “Ci penso io. Ci vediamo al solito bar e la mungiamo”. L’asino eletto presidente come sempre fece finta di capire e se ne andò a dormire soddisfatto sognando di mucche di onori e di televisioni che lo avrebbero intervistato da lì a pochi giorni. Mattarello Delturco – scusate ma sono poco avvezzo a trattar di minchie e lingue che non sia l’italiano …. Manganello Delturco – dicevo – al contrario dell’asino eletto presidente cosciente di intendere e di volere afferrò la bionda dattilografa poggiandole una mano sull'osso delle chiappe e l'altra sul seno la cavalcò per alcuni minuti prima di esplodere dentro di lei. Infine si lasciarono cadere uno sull'altra ansanti travolti da uno stordimento che riuscì per poco ad allontanare il pensiero del lavoro. La scorta le era stata assegnata. Il merito era stato guadagnato sul campo! Per non farla urlare in quel modo affermò in seguito il colonnello dell’arma in accordo con il direttore del giornale che fiutando l’affare di avere eroina di cartone in casa si offrì di pagare il servizio! (di scorta… maliziosi!!! )